Scuola il concorso slitta ad aprile e gli istituti restano scoperti

Il ministero dell’Istruzione si è espresso: secondo le ultime notizie il concorso utile per selezionare, e quindi assumere, nuovi dirigenti scolastici è stato rinviato e non si terrà prima di un mese. Una scelta che ha fatto subito storcere il naso all’Udir (Unità didattiche in Rete): almeno 1500 posti da assegnare restano ancora scoperti.

Il concorso è atteso da anni, e serve per coprire un importante numero di posti fino al 2020; ad annunciarlo era stata la ministra Stefania Giannini, durante lo scorso anno. Era stato presentato come un’interessante novità per dare inizio al nuovo corso del sistema scolastico italiano. E secondo gli esperti e la stampa nazionale avrebbe dovuto tenersi proprio a dicembre 2016, attraverso una prova preselettiva. Purtroppo però il bando non è mai arrivato.

Al tempo infatti, non appena il ministero della Funzione pubblica e delle Finanze ha avuto modo di controllare il regolamento, venne notato che a causa di una serie di irregolarità sulle procedure, il concorso avrebbe potuto essere considerato invalido. Ma una volta fermato il concorso, anche il nuovo regolamento ha lasciato perplessi: i tecnici del Miur hanno lavorato alle regolamentazioni basandosi su linee generali molto simili a quelle precedenti. A questo punto il Consiglio di Stato dovrà prendere visione del regolamento e solo in seguito si potrà ufficializzare il concorso. Ma tale scelta sicuramente non avverrà prima di un mese e mezzo da ora.

Come si procede ora?

Se ne riparla in aprile, ma in questo modo saltano le cattedre per nuovi dirigenti già a partire dal prossimo anno scolastico. A settembre, a causa del ritardo, ci saranno circa 2mila scuole autonome senza un dirigente. Se si considerano i posti che sono già vacanti e i pensionamenti più prossimi che scatteranno in estate, vi saranno almeno 10 – 15mila sedi senza una guida. Tutto questo deve essere anche messo in relazione a una retribuzione giunta ai minimi storici in questo settore, soprattutto se messa in relazione con la responsabilità che viene chiesta per tale lavoro. Da quattro anni circa, gli stipendi dei presidi sono scesi da un 15,60% in meno nel 2013 fino al 26,65% dell’anno scolastico 2015/2016.

La Confedir, attraverso la voce del segretario Marcello Pacifico, ha spiegato che tale trattamento non potrà essere accettato, soprattutto sapendo che la situazione potrà anche peggiorare. Per ora la media dei soldi che sono stati sottratti ai dirigenti d’istituto sfiora i 4.600 euro annui. E’ inoltre fondamentale cambiare la norma vigente sulla sicurezza delle scuole.

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