Concorso scuola del 2016: solo il 29% dei candidati ha superato lo scritto

Sono state tantissime le bocciature ai danni dei docenti che si sono candidati al concorso per la scuola pubblica primaria del 2016. Secondo i dati che sono stati elaborati da Tuttoscuola, analizzando da vicino le graduatorie pubblicate dagli Usr, il 71% dei candidati non ha superato la prova scritta. Questo significa che su un totale di 37.838 persone che si sono candidate, appena 11.102 sono riuscite a raggiungere la prova orale. Il dato chiama in causa i candidati di 14 regioni, al quale si andranno poi ad aggiungere Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia e Toscana, dove i dati non sono ancora stati diffusi.

La situazione regione per regione

In Veneto i posti comuni nella scuola primaria erano 4.433: solo 1.604 sono riusciti a superare l’esame. I bocciati, sia in fase di scritto che successivamente all’orale, sono un totale di 2.829, ovvero più del 60% di chi si è candidato per il concorso. Il discorso è analogo o addirittura più grave in altre quattro regioni in particolare: tra queste troviamo un imponente numero di bocciati in Abruzzo (83 %) in Lombardia (al 75%), in Liguria (al 69 %)e in Molise al 63 %.

Nelle altre regioni, in cui sono attualmente in corso le prove orali, i dati non sembrano però essere migliori: vi è un super record di bocciati nelle Marche, pari al 91%. Spuntano poi anche Lazio e Umbria a pari merito (o demerito) con il 79%, la Puglia al 76%, la Basilicata al 75%, la Campania al 70%, seguite da Calabria al 69%, Friuli–Venezia Giulia al 55% e Piemonte al 49%.

Per i candidati le prove erano troppo complicate

Stando a quanto riportato direttamente da alcuni candidati sembra che l’elevato numero di bocciature sia legato alla grande difficoltà degli esami. Gli insegnanti che hanno partecipato al concorso infatti ritenevano difficili le domande e soprattutto troppo poco il tempo per portarle a termine. Ma è soprattutto la lingua straniera che ha destato maggiori polemiche: prevedeva infatti ben 8 domande di cui sei erano a risposta aperta, praticamente il doppio rispetto a quanto venne fatto nel 2012. Il tutto andava terminato in un tempo medio di 18 – 20 minuti per domanda, calcolando inoltre che alcuni quesiti erano particolarmente complessi, come nel caso della riflessione su Montale, Leopardi, Pascoli, Gozzano e Ungaretti.

Secondo i commissari d’esame invece il problema primario per l’insuccesso durante gli esami è legato alle gravi carenze linguistiche di base dei candidati.

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