Bocciati 7 su 10 docenti al concorso per scuola primaria

E’ un dato allarmante quello che è stato registrato al concorso per i docenti di scuola primaria. Su un numero totale di 37.838 candidati, che hanno sostenuto le prove scritte, solo il 29,2% è riuscito a farsi ammettere alla seguente prova orale. Questo significa che il 71% degli aspiranti docenti ha fallito la prova!

A livello regionale i dati svelano che nelle regioni in cui le prove e la selezione sono già state concluse, i candidati che sono stati esclusi agli scritti sono il 69% in Liguria, l’83% in Abruzzo, il 75% in Lombardia e il 63% in Molise.

In altre 9 regioni, dove si stanno ancora svolgendo le prove orali, le percentuali sono altrettanto pesanti: in Basilicata gli esclusi sono al 75%, in Calabria al 69%, in Campania al 70%, in Friuli Venezia Giulia al 55%, in Lazio al 79%, nelle Marche 91%, in Piemonte al 49%, in Puglia al 76% e infine in Umbria al  78%.

Per quanto riguarda il Veneto, dove i candidati per posti comuni erano 4.433 per la scuola primaria, solo 3.410 hanno preso parte allo scritto e 1.604 sono riusciti a superare la prova.

Posti scoperti anche alle scuole elementari

Nelle 14 regioni in cui sono andati in scena i concorsi, ci sono ancora Emilia Romagna, l’isola della Sardegna, la Sicilia e la Toscana che aspettano di conoscere gli esiti. A oggi su 37.838 esaminati 26.736 sono stati esclusi; tra i bocciati vi sono diverse persone che svolgono regolarmente attività di insegnamento come supplenti all’interno delle scuole primarie.

Questo fa capire quanto sia complicata la situazione in Italia, con una forte carenza di insegnanti, soprattutto per determinate discipline. A sorpresa i dati mettono in evidenza anche un profondo gap tra i maestri della scuola primaria e quelli della scuola secondaria superiore. Il motivo è legato all’insufficienza di candidati che siano ritenuti all’altezza per ricoprire il ruolo.

Per questo, anche al temine della selezione, resterà un numero di posti vacanti pari al 20%, quindi uno su cinque. Il primato è registrato in Lombardia, dove resteranno liberi il 51% dei posti.

Secondo quanto detto da alcuni commissari d’esame, sono state considerate gravi le incompetenze linguistiche di base. Da parte loro i candidati invece hanno messo sotto accusa lo svolgimento delle prove, parlando di quesiti di alta difficoltà, in modo particolare sulle domande di lingua. Inoltre è stato criticato il poco tempo concesso a loro disposizione per terminare la prova.

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