Scuola il concorso slitta ad aprile e gli istituti restano scoperti

Il ministero dell’Istruzione si è espresso: secondo le ultime notizie il concorso utile per selezionare, e quindi assumere, nuovi dirigenti scolastici è stato rinviato e non si terrà prima di un mese. Una scelta che ha fatto subito storcere il naso all’Udir (Unità didattiche in Rete): almeno 1500 posti da assegnare restano ancora scoperti.

Il concorso è atteso da anni, e serve per coprire un importante numero di posti fino al 2020; ad annunciarlo era stata la ministra Stefania Giannini, durante lo scorso anno. Era stato presentato come un’interessante novità per dare inizio al nuovo corso del sistema scolastico italiano. E secondo gli esperti e la stampa nazionale avrebbe dovuto tenersi proprio a dicembre 2016, attraverso una prova preselettiva. Purtroppo però il bando non è mai arrivato.

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Aspiranti docenti: ecco come si modifica la normativa

E’ stata data la possibilità ai docenti che non hanno avuto modo di vincere il concorso, di poter accedere in soprannumero alle scuole di specializzazione, purché lavorino presso scuole paritarie. Attualmente però, come viene fatto notare dal Coordinamento Nazionale Docenti per la disciplina diritti umani, vi sono diverse criticità nei testi degli schemi di decreti legislativi di attuazione della legge 107/2015. Per questo scopriremo di seguito tutte le novità legate ai docenti partecipi e alle evoluzioni normative che possono incidere sul loro futuro professionale.

Sistema di formazione e accesso al ruolo di docente nella scuola secondaria

Lo schema base del decreto spiega che è possibile accedere al ruolo seguendo un percorso di tre fasi: si parte dal concorso, si passa poi alla fase di formazione triennale e si segue la procedura di accesso ai ruoli con il superamento di prove che segnano la fine del percorso formativo. Per poter accedere alla prima fase di concorso è necessario avere una serie di requisiti: come prevede lo schema di decreto all’art. 5 deve essere stata raggiunta una laurea magistrale, una certificazione linguistica (livello B2), con l’eventuale attestazione di 24cfu ottenuti in materie antropologiche, psicologiche e pedagogiche, oltre alle conoscenze delle tecnologie didattiche.

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Concorso scuola del 2016: solo il 29% dei candidati ha superato lo scritto

Sono state tantissime le bocciature ai danni dei docenti che si sono candidati al concorso per la scuola pubblica primaria del 2016. Secondo i dati che sono stati elaborati da Tuttoscuola, analizzando da vicino le graduatorie pubblicate dagli Usr, il 71% dei candidati non ha superato la prova scritta. Questo significa che su un totale di 37.838 persone che si sono candidate, appena 11.102 sono riuscite a raggiungere la prova orale. Il dato chiama in causa i candidati di 14 regioni, al quale si andranno poi ad aggiungere Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia e Toscana, dove i dati non sono ancora stati diffusi.

La situazione regione per regione

In Veneto i posti comuni nella scuola primaria erano 4.433: solo 1.604 sono riusciti a superare l’esame. I bocciati, sia in fase di scritto che successivamente all’orale, sono un totale di 2.829, ovvero più del 60% di chi si è candidato per il concorso. Il discorso è analogo o addirittura più grave in altre quattro regioni in particolare: tra queste troviamo un imponente numero di bocciati in Abruzzo (83 %) in Lombardia (al 75%), in Liguria (al 69 %)e in Molise al 63 %.

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Bocciati 7 su 10 docenti al concorso per scuola primaria

E’ un dato allarmante quello che è stato registrato al concorso per i docenti di scuola primaria. Su un numero totale di 37.838 candidati, che hanno sostenuto le prove scritte, solo il 29,2% è riuscito a farsi ammettere alla seguente prova orale. Questo significa che il 71% degli aspiranti docenti ha fallito la prova!

A livello regionale i dati svelano che nelle regioni in cui le prove e la selezione sono già state concluse, i candidati che sono stati esclusi agli scritti sono il 69% in Liguria, l’83% in Abruzzo, il 75% in Lombardia e il 63% in Molise.

In altre 9 regioni, dove si stanno ancora svolgendo le prove orali, le percentuali sono altrettanto pesanti: in Basilicata gli esclusi sono al 75%, in Calabria al 69%, in Campania al 70%, in Friuli Venezia Giulia al 55%, in Lazio al 79%, nelle Marche 91%, in Piemonte al 49%, in Puglia al 76% e infine in Umbria al  78%.

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Tutti a scuola ad Amatrice: suona la campanella nel nuovo edificio

Scattano le 8.30 precise, e la vita di centinaia di studenti riprende inizio: è così che comincia un nuovo anno scolastico nella scuola di Amatrice e Cittareale, zone che sono state gravemente colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto. Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, ha scelto di partecipare al grande giorno: la riapertura della scuola è stata resa possibile grazie al lavoro superbo svolto dalla Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, che è riuscita a costruire in tempi record un nuovo edificio. Secondo quanto creato si potrà accogliere regolarmente sui banchi di scuola almeno 200 alunni.

La notizia di questo importante nuovo inizio è stata prontamente commentata sui social dai massimi esponenti della politica italiana, primo tra tutti Matteo Renzi che ha pubblicamente ringraziato chi ha lavorato per poter dare questa possibilità agli studenti. C’è voglia di ripartire, c’è voglia di riportare tutto alla normalità nel minor tempo possibile. Sembra che molti bambini però faranno lezione in prefabbricati, tende e strutture attrezzate, mentre si apprende che anche alcune scuole sono rimaste agibili dopo il terremoto.

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